DOMENICA , 28 maggio 2017
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LA SENTENZA
Rapina finita nel sangue al Sisa di Qualiano, condannato 32enne di Giugliano
Chiariello partecipò al raid durante il quale fu ucciso il complice Giuseppe D'Aniello
di Antonio Mangione
Il luogo della rapina a Qualiano. Nel riquadro Domenico Chiariello	Il luogo della rapina a Qualiano. Nel riquadro Domenico Chiariello

QUALIANO. Otto anni di reclusione. Questa la condanna a carico Domenico Chiariello, 32enne giuglianese, coinvolto nell’assalto al supermecato Sisa di Qualiano che portò alla morte del giovane Giuseppe D’Aniello. La sentenza è stata emessa dal gip del tribunale di Napoli Nord Dott. Antonino Santoro a carico dell’imputato, difeso da avvocati Francesco Liguori e Luigi Poziello. La richiesta del pm era stata di 12 anni di reclusione, ma il gip ha ritenuto di applicare una pena più bassa, anche in virtù dei benefici della riduzione di un terzo prevista dal rito abbreviato. Le accusa a carico di Chiariello sono rapina aggravata, possesso e detenzione di arma clandestina con matricola abrasa, ricettazione.

I fatti risalgono al maggio 2014. Un commando di tre persone con caschi integrali, arrivati a bordo di due scooter con targhe rubate nei giorni precedenti, fece irruzione all'interno del supermercato Sisa di Qualiano. Il primo rapinatore prelevó il contante dalle casse mentre i due complici, armati di pistole, bloccarono le porte. Pochi secondi dopo un carabiniere in borghese intimó l'alt ai tre rapinatori. A quel punto ci fu una sparatoria a seguito della quale Giuseppe D'Aniello morì sul colpo, attinto da un proiettile alla nuca, mentre Chiariello fu colpito al fianco. Il terzo rapinatore riuscì a scappare dopo una colluttazione con il carabiniere.

Chiariello, nonostante fosse stato colpito da un proiettile, per garantirsi la fuga rapinó la vettura di un passante, riuscendo ad arrivare all'ospedale di Giugliano, dove fu medicato e tratto in arresto. Nell'automobile rapinata fu rinvenuta anche la pistola con matricola abrasa. Il 32enne giuglianese stava scontando in regime di semilibertà una precedente condanna per rapina aggravata e sarebbe dovuto rientrare in carcere dopo poche ore. Anche D'Aniello era sottoposto agli arresti domiciliari.

25/09/2015
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