VENERDÌ , 23 giugno 2017
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RIFIUTI SCOMPARSI: MA DOVE SONO FINITI
Percorrendo le vie dell'hinterland libere dalla spazzatura c'è qualcosa che non va
di Iolanda S. Corradino

INTERNAPOLI. Giugliano - “Ogni sera è la stessa storia. Materiali vari accumulati a mo’ di montagna sulle nostre campagne. Arriva un camion di quelli malandati gettano alcool e benzina su tutti i rifiuti e, facendo dei nastri una miccia enorme, si allontanano. Con un accendino danno fuoco al nastro e tutto in pochi secondi diviene una foresta di fuoco”. “Il tipo di incendio è riconoscibilissimo. E’ un fumo nerissimo, denso, diverso dagli altri che si sprigionano quando brucia erba e molto più dannoso. Lo senti scendere attraverso la gola e dopo pochi minuti hai bisogno di allontanarti perché ti brucia”. Il drammatico ma troppo noto racconto è di un pensionato che vive in un area al confine tra Giugliano e Qualiano. L’uomo ogni sera assiste sempre allo stesso spettacolo che non ha altro nome se non quello di “incendio di rifiuti tossici”. La mattina, ci racconta, “quando scendo di casa per la mia solita passeggiata mattutina mi rendo conto che qualcosa è cambiato. Le ruote che ieri erano su quel po’ di erba che ancora restava non ci sono più, e l’erba è ormai steppa”. “Quando sono venuto ad abitare qui, più di venticinque anni fa eravamo immersi nel verde. Poi certo la tecnologia ha fatto i suoi passi ma ora è la mano dell’uomo che ci vuole distruggere”. “Prima da casa mia non vedevo il fumo ma un campo sterminato di mele annurche. Oggi, però, l’agricoltura di questi luoghi, che esportava verdura e frutta fino in Scandinavia, crolla a picco. I frutti spuntano malati, le terre divengono infertili. Ma la rabbia dei contadini e lo sfacelo diventano ancora una volta un elemento di vantaggio, poiché i proprietari terrieri disperati svendono le proprie coltivazioni”. E intanto aumentano le malattie, le patologie tumorali. E c’è di positivo solo che le città almeno si stanno liberando dell’immondizia nella quale sembrava dovessero soccombere. Attualmente - si apprende dallo staff di Bertolaso - la giacenza di immondizia nelle strade viene stimata fra le 8000 e le 9000 tonnellate in tutta la Regione. Solo negli ultimi due giorni sono state raccolte 17mila e cinquecento tonnellate. La mappa dei Comuni ancora bisognosi di raccolta straordinaria si presenta a macchia di leopardo. Prevalentemente, però, le amministrazioni i cui territori aspettano di essere definitivamente ripuliti, sono nell'area a nord del capoluogo campano e nell'area flegrea. I Comuni di Napoli, Caserta, Giugliano, Pozzuoli, Portici e Torre del Greco, ormai ripuliti dai rifiuti, secondo fonti Ansa, metteranno a disposizione delle altre amministrazioni ancora in difficoltà, i propri autocompattatori. I mezzi saranno utilizzati soprattutto in alcune aree della provincia di Napoli dove esistono delle giacenze di immondizia non raccolta. Ma c’è chi comunque continua a domandarsi che fine abbiano fatto quelle tonnellate di spazzatura che fino a qualche settimana fa ci rendevano la vita impossibile. Sono tutte nei piccoli centri adibiti a discarica o forse quel miracolo nazionale chiamato “Berlusconi” ha davvero mantenuto le promesse. Di fatto le oltre quattromila tonnellate del Giuglianese e quelle del capoluogo partenopeo sono scomparse, completamente e pare che nessuno si domandi dove sono finite. Come dire, l’importante è che non siano più in strada. Una prima risposta sembra arrivare allora da questo anonimo cittadino giuglianese: “Ogni sera è la stessa storia. Materiali vari accumulati a mo’ di montagna sulle nostre campagne. Arriva un camion di quelli malandati gettano alcool e benzina su tutti i rifiuti e, facendo dei nastri una miccia enorme, si allontanano. Con un accendino danno fuoco al nastro e tutto in pochi secondi diviene una foresta di fuoco”.

24/07/2008
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