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IL CASO
Marano, omicidio cappuccio: due nuovi arresti
Finiscono in manette la nipote della vittima e l'amico del marito
di Ferdinando Bocchetti
Enza Cappuccio e Salvatore Giuliano
MARANO. Altri due arresti riportano i riflettori sull'omicidio di Enzina Cappuccio, la 33enne ammazzata dal marito all'interno della propria abitazione di via San Tommaso. Si tratta di Domenico Manco, amico di Salvatore Giuliano, l'uxoricida finito in manette lo scorso 16 gennaio con l'accusa di omicidio volontario, e Annalisa Cappuccio, nipote della vittima e compagna dell'altro arrestato. I due, già denunciati a piede libero per favoreggiamento, sono stati arrestati la notte scorsa dai carabinieri della tenenza di Marano - che indagano sull'efferato delitto assieme ai colleghi della Compagnia di Giugliano - e trasportati rispettivamente nel carcere di Poggioreale e di Pozzuoli. L'attività investigativa aveva fatto emergere, fin dalle prime battute, le responsabilità dei due presunti complici di Salvatore Giuliano, che sembravano però - almeno in un primo momento - circoscritte al solo reato di favoreggiamento. Ieri la svolta. I due avrebbero infatti partecipato attivamente all'uccisione della giovane invalida, madre di sei figli, tutti da tempo dati in adozione poiché a rischio maltrattamenti e altri abusi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due conviventi avrebbero tenuto ferma la donna mentre il marito, già noto alle forze dell'ordine e da tempo alle prese con problemi di alcol, l'avrebbe picchiata e strangolata fino ad ammazzarla. La vittima era arrivata al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli soltanto molte ore dopo l'avvenuto omicidio, con evidenti segni di strangolamento sul collo e fratture su diverse parti del corpo. Sul volto emaciato anche i tratti di un lungo periodo di malnutrizione. Uno dei due arrestati, Domenico Manco, difeso dall'avvocato Carlo Carandente Giarrusso, figlio di un defunto ex sindaco di Marano, avrebbe negato ogni addebito e dichiarato agli inquirenti di "aver agito sotto minaccia di Salvatore Giuliano e di esser stato poi rinchiuso in uno sgabuzzino dell'appartemento di via San Tommaso". L'uomo vive di piccoli espedienti: fino a pochi giorni fa svolgeva l'attività di parcheggiatore abusivo - come del resto Salvatore Giuliano - proprio nei pressi degli uffici dei servizi sociali del Comune di viale Duca D'Aosta. (Il Mattino 29/01/2012)
29/01/2012
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