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IL CASO
«Le vie infinite dei rifiuti»: verità da cancellare?
Rubato materiale e informazioni ad Alessandro Iacuelli. Un attacco mirato allo studioso ed autore di libri e dossier sull'ambiente
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Lo studioso e scrittore Alessandro Iacuelli
Lo studioso e scrittore Alessandro Iacuelli (archivio InterNapoli.it)
INTERNAPOLI. Un attacco preciso, mirato, teso a privarlo delle sue conoscenze. È questo ciò che ha subìto appena due sere fa nella sua abitazione avellinese Alessandro Iacuelli, giornalista free lance, laureato in Fisica e professore all'Istituto Alberghiero di Avellino, che da anni si sta occupando delle questioni legate allo sversamento di rifiuti tossici nell'Italia meridionale. “Qualcuno” è entrato e ha portato via il suo portatile, il suo hard disk, le cassette registrate (quelle vergini sono ancora al loro posto), le chiavette Usb e le memory card della macchina fotografica. Nonostante la piovosa giornata, sul pavimento non c’era nemmeno un’impronta sporca di fango. I ladri hanno ripulito per bene ogni angolo della casa per non lasciare tracce. Ma cosa potevano mai volere questi intrusi da un professore dell’Istituto Alberghiero Rossi-Doria di Avellino? Riavvolgiamo il nastro, e torniamo a 10 anni fa.
Alessandro è un giovane che viene dal napoletano. Si accorge ben presto che c’è qualcosa di strano nel fatto che tante persone del palazzo dove abita, e anche di quello accanto, e dell’intero quartiere, si ammalano di cancro. La causa è da rintracciare nelle montagne di rifiuti ammassate lungo le strade. Non parliamo di immondizia “casalinga” o almeno, non solo. Parliamo di discariche a cielo aperto di rifiuti cosiddetti “speciali”, industriali e tremendamente pericolosi. Abbandonati all’inclemenza delle piogge, del vento e del sole cocente che ne aiutano a diffondere le particelle dannose per la salute. Si ammala anche sua sorella che muore prima di compiere 35 anni. La coscienza civica già presente, si riempie della rabbia che solo un forte sentimento è capace di scatenare.
E così Alessandro comincia a scrivere di quello che accade in Campania, degli accordi tra Camorra e imprenditori per sversare illegalmente tonnellate di veleno senza controllo, della gente che muore giorno dopo giorno. E per scrivere, diventa un investigatore. Si apposta, segue, vede, scatta, registra, riprende. Tantissimo del suo materiale finisce nelle procure di mezza regione, e in molti vengono arrestati oppure, più spesso, semplicemente multati e liberi di continuare le loro illecite attività. Ma nel frattempo sono stati comunque condannati e quindi Alessandro può fare nomi e cognomi in un libro: Le vie infinite dei rifiuti. È il 2008, ed è il primo testo sulle ecomafie. Fino a quel momento gli unici dati reperibili (che Alessandro ha contribuito a stilare) erano quelli raccolti nei dossier Legambiente.
Due anni dopo la ZDF, seconda più importante emittente televisiva tedesca, decide di trarre da questo lavoro un documentario in co-produzione con la Francia, per mostrare al proprio pubblico come il problema dei rifiuti in Campania arrivi, con la connivenza di funzionari europei poco onesti, fino in Germania. E da lì in Romania e in altri paesi.
Un giorno “qualcuno”, disturbato dal clamore sollevato da Alessandro, che gira con la troupe televisiva lungo le strade di Acerra, Caivano, Marigliano, Nola, mette una bomba carta davanti la porta della casa dei suoi genitori, e lascia un biglietto. Statti attento al mozzicone. Un’altra volta a Roma, dove Alessandro ha vissuto per un periodo per motivi di lavoro, lo stesso “qualcuno” gli sfonda i finestrini dell’auto ma non ruba nulla, né lo stereo né altro. Ma lascia sui sediolini tanti coriandoli. Come a dire finora abbiamo scherzato.
L’anno dopo, l’alberghiero di Avellino acquisisce il professor Iacuelli tra i suoi docenti. Nel frattempo, la tv tedesca e quella francese mandano in onda il documentario, “Affari Sporchi”, mentre quella italiana non ne vuole proprio sapere. Con l’aiuto di una collega napoletana, insegnante di tedesco, Alessandro riesce a far tradurre una copia in suo possesso e a farla sottotitolare in italiano.
Una settimana fa gli chiedono di mostrarla nel corso di un’iniziativa organizzata dall’associazione ZiaLidiaSocialClub. Molte domande, molta curiosità, e anche paura, perché Alessandro ci tiene sempre a sottolineare quanto nessuno possa sentirsi davvero al sicuro, che ogni provincia ha la sua quota di responsabilità e la sua “gatta ambientale” da pelare. Certe cose non sono lontane da noi, anche se le viviamo così.
Il successo è tale che, qualche giorno dopo, cioè ieri sera, si organizza un incontro aperto alla Sala da tè Shaza di Piazza del Popolo, per riproporre la visione del film. Tanto basta per far capire a quel “qualcuno” che Alessandro non si è arreso. Non si è ritirato a vita privata in una città considerata tranquilla per fare il “semplice” professore. Tanto basta per far capire che le sue ricerche sono andate avanti e andranno avanti, e perciò va fermato. Bisogna capire a che punto è arrivato, e privarlo di questo prezioso tesoro di informazioni. E così, il pomeriggio precedente all’iniziativa, quel “qualcuno” è appostato fuori casa di Alessandro, lo vede salire sul pullman per Napoli e capisce di avere tutto il tempo necessario per entrare, prendere, pulire, e andare via.
«Ho denunciato tutto ai Carabinieri, ma è praticamente impossibile risalire ai colpevoli», racconta davanti ad una tazza di tè fumante. «Hanno pulito tutto, anche le mie impronte dagli armadi. La telecamera, costosa, in bella vista, è ancora in casa così come l’attrezzatura fotografica. Ma hanno portato via tutto il materiale raccolto in 10 anni di lavoro, copie comprese. Si è salvato ben poco».
Il professor Iacuelli non teme per la sua persona «se avessero voluto farmi del male, non avrebbero aspettato che mi fossi allontanato. Volevano le mie ricerche. Non temo neanche per i miei allievi, ma piuttosto per le persone che collaborano o hanno collaborato con me». A chi gli chiede se crede che torneranno, risponde «forse tra qualche tempo, quando avranno altre notizie da portarmi via». Perché Alessandro Iacuelli non smetterà mai di cercare la verità sui rifiuti sversati illegalmente sul nostro territorio.

Rosaria Carifano
www.ilciriaco.it
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