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ABUSIVISMO
Parco Roberta: sgombero entro 30 giorni
Giugliano: la decisione della procura della Repubblica di Napoli gli immobili sequestrati nel 2009 perchè abusivi, 14 famiglie senza casa
di Antonio Mangione
Sequestrato il 'Parco Roberta'
GIUGLIANO. Trenta giorni per lasciare le abitazioni: questo il diktat della procura della Repubblica di Napoli che ha intimato lo sgombero alle famiglie residenti del parco Roberta, sequestrato nel 2009 perchè abusivo. Entro fine giugno le 14 famiglie residenti dovranno lasciare il parco realizzato senza autorizzazione. Delle 31 abitazioni, 14 erano già abitate, altre sette in fasi di completamento quando nel 2009 scattarono i sigilli preventivi. Una storia simile ad altre già sentite nell’area giuglianese quella del parco Roberta i cui residenti ora hanno formato un comitato chiedendo di sospendere le operazioni. Hanno annunciato che si opporranno in tutti modi allo sgombero. Sette delle 14 famiglia denunciano di aver acquistato le case in buona fede, di aver firmato anche il rogito e acceso un mutuo. Quando fu sequestrato il parco ottennero la corrente elettrica dalla società che aveva costruito il complesso con un generatore, salvo poi accorgersi in seguito al blitz effettuato da carabinieri e tecnici dell’Enel, che erano appoggiati su una cabina elettrica. Scattarono così le denunce per furto di energia elettrica e il conseguente stacco della corrente. Da allora hanno pagato 5mila euro per saldare i debiti con l’Enel e affittato un generatore per non restare al buio. Ora è arrivata la comunicazione dello sgombero entro il 10 giugno. Ma i residenti non ci stanno e chiedono aiuti: La procura ha contestato un cambio di destinazione d’uso in quanto queste case, secondo la legge, dovevano essere vendute come residence e di conseguenza non abitabili. Tra 30 giorni dovranno abbandonare le case dopo che hanno abitato per 4 anni. Il sequestro delle 31 unità abitative risale al 1009, furono costituite da villette a schiera costruite su una superficie di 8.000 metri quadrati. I militari accertarono che la concessione edilizia prevedeva che fosse realizzato un residence a tre livelli con sottotetto non abitabile (anziché con mansarda completa di bagno) da destinare ad attività turistico alberghiera invece che ad uso abitativo privato. Nel corso del controllo furono denunciati in stato di libertà per abusivismo edilizio un imprenditore 28enne del luogo (amministratore unico della società titolare del permesso a costruire e committente dei lavori); una 45enne del luogo (amministratore unico della ditta di costruzioni che ha eseguito i lavori); un architetto 37enne di Mugnano (direttore dei lavori). Il valore degli immobili è stimato 15 milioni di euro.
14/05/2013
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